La Battaglia Mondiale per le Materie Prime

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La formidabile evoluzione che si sta verificando ,giorno per giorno, negli orientamenti del mondo civile , merita di essere seguita attentamente , attraverso gli indicatori più sensibili. Tra i più perfetti ci sono indubbiamente le statistiche , le quali appunto per questo, stanno assumendo nelle nuove civiltà una funzione sempre più importante e insostituibile . Esse sono diventate ormai lo strumento indispensabile di lavoro, il termometro preciso e attento di ogni necessità ,di ogni deficienza ,di ogni situazione.
Anche per le cifre , come di tutte le cose di questo mondo , si tratta di saperle, di volerle interpretare per trarre da esse la sintesi per evitare gli errori più gravi. Ora poiché il campo dell’attività umana è sempre esposto alle deviazioni più estreme sotto l’influsso degli interessi ,anche questo settore delle statistiche , che parrebbe immune da ogni malattia di parte , si presenta in modo singolare come facilissimo a contagi di questo genere.
È il caso che documenta , con evidenza d’analisi , con rigore di sintesi e con una formidabile documentazione , Ugo Nanni in questo suo interessantissimo volume (La battaglia mondiale per le materie prime , Ed. Treves Milano 1938-XVI). Un caso clamoroso e degno delle più ampie smentite è rappresentato dalla falsa burocrazia del palcoscenico ginevrino. Attraverso manipolazioni più astruse, astute, interessate ,subdole, attraverso i raggiri più meschini e le dimostrazioni più assurde il computo delle materie prime mondiali è riuscito a creare un’abbondanza fittizia e inesistente da un lato , un’apparente e altrettanto falsa parvenza di relativa povertà dall’altro. Questa lotta sotterranea, feroce ed egoistica che si sta svolgendo sul piano internazionale tra i popoli arricchiti ,pieni e soddisfatti- i quali a tutti i costi , attraverso un miope protezionismo , vogliono conservarsi privilegi ormai decaduti – e i popoli che hanno imprescindibili necessità di vita da soddisfare intera la loro vitalità di popoli giovani , è in queste pagine di Nanni tratteggiata , in tutta la sua crudezza con la più calma esposizione di cifre. Minute , inesorabili e precise le cifre fissano in maniera più equivocabile i reali caratteri del grave problema ,smentendo nel modo più clamoroso le false notizie divulgate dal barcollante tempo della falsa pace. Dove , come si crede , anche le aride cifre si possono trasformare nel più terribile e inflessibile degli atti di accusa.
Leggendo questo volume si comprende chiaramente un’altra cosa : è la profonda differenza che corre tra la politica protezionistica dei popoli arricchiti e quella autarchica dei popoli proletari. La distinzione non rinnova la solita e abusatissima lotta di classe su un piano internazionale ; il rapporto è tutt’altro che quantitativo . Si tratta in definitiva di esigenze di vita , di civiltà , di benessere , di potenza . E questo fissa la gerarchia dei popoli. Il contrasto grandioso e realmente mondiale , che le sette più grandi Potenze del mondo conducono tra di loro per il possesso e il controllo delle risorse economiche mondiali si è fin qui risolto nel predominio economico ingiustificato di solo quattro Potenze monopoliste.
Di queste una è virtualmente lontana e assente dallo scacchiere europeo : gli Stati Uniti d’America , perciò non è messa direttamente in causa . Rimangono Gran Bretagna ,Francia e Russia, Paesi che di dispongono di quantità di materie prime eccedenti di gran lunga i loro bisogni.
Consultando le statistiche si fanno delle scoperte interessantissime : che , ad esempio , le tre grandi democrazie del mondo e i loro satelliti controllano di fatto l’86.3 per cento dell’esportazione di armi. Questo naturalmente in onore della pace. Si scopre che due sole potenze Stati Uniti e Russia , controllano il 65,13 per cento della produzione mondiale di petrolio , che tre potenze dispongono più di tre quarti della produzione mondiale di cotone ; che il 72,64 per cento del carbone e che l’81,78 per cento del ferro sono nelle mani o sotto il controllo delle Potenze monopolistiche ( Inghilterra, Francia, Stati Uniti, U.R.S.S.). Si fa presto a trarne le deduzioni e le considerazioni più intuitive.
Il problema a questo punto è giustamente posto dall’Autore sul piano coloniale, poiché gran parte delle materie prime che difettano alle nazioni povere si trova nei territori coloniali o in quella parte di Russia che , non essendo europea ,assume la fisionomia politica di una colonia asiatica. Questo complesso di considerazioni , porta il Nanni a concludere che . Di qui tutta la importanza ( naturalmente negata dalle Nazioni soddisfatte) dei possessi coloniali e la lotta aperta o sotterranea che le grandi potenze mondiali si fanno per la conquista o per il controllo delle più importanti , posizioni in colonia.
È commovente e sintomatico pensare come , in tutto questo duro e feroce contrastarsi di rivalità economica , di fronte ai noti e colossali forgiatori di potenza sempre tesi all’accentramento delle ricchezze , una Nazione povera come l’Italia abbia saputo ,attraverso un lavoro assiduo e una volontà politica superiori , elevarsi a tale altezza da poter controbilanciare , con i suoi valori potenziali e dinamici , il peso inerte del dominio economico delle grosse Potenze monopoliste . È per noi un altro insegnamento di quest’opera ; questa constatazione che , malgrado le valutazioni più interessate , non tutta la forza politica di un Paese può derivare dalla sua potenzialità economica. Questo chiaro predominio dei valori spirituali ed etici di un popolo sono nella nostra dottrina e nella nostra realtà politica. E ci assicurano formidabilmente del domani.

ALAR
articolo tratto da GERARCHIA rassegna mensile della rivoluzione fascista Luglio 1938-XVI

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