I Comunisti del 25 aprile e 1° maggio 2015

di Fernando Rossi

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Il passaggio dal capitalismo industriale al capitalismo finanziario ha comportato, per la classe operaia, la perdita di centralità socio economica e quindi di reale potere politico.
I comunisti dovrebbero essere quelli che tengono legate la teoria e la prassi, mentre oggi, nella quasi totalità del panorama italiano, il presente è assente, con la conseguenza che sono rimasti i comunisti ‘antiquari’ e i comunisti ‘utopisti’.
Ciò è successo perché i comunisti, che dovrebbero gestire le contraddizioni del sistema spingendole alla maturazione-scoppio, per spostare in avanti il potere degli oppressi e ridurre quello degli oppressori, sono invece stati tenuti impegnati a far maturare e scoppiare quella contraddizione tra ‘capitale e lavoro’ che l’attuale sistema ha svuotato e derubricato.
Nelle società a capitalismo avanzato di fine ottocento, il capitale si formava appropriandosi del plusvalore prodotto dall’operaio (la differenza tra il valore finale del bene prodotto e i costi di produzione, tra cui la merce iniziale, i mezzi di produzione, e il lavoro merce dell’operaio) il che conferiva potere, capacità di controllo e funzione sociale alla classe operaia; oggi, nel mondo governato dalla grande finanza, il plus valore è del tutto marginale, poiché il capitale finanziario si genera principalmente con la proprietà della moneta e dei relativi strumenti internazionali preposti alla sua gestione e controllo.
La produzione di beni e di merci è ormai monopolizzata dalle società multinazionali di proprietà della grande finanza, che è anche proprietaria dei media e delle più grandi banche del mondo, comprese le Banche Centrali della quasi totalità degli stati, così detti ‘democratici e sviluppati’.
Le innovazioni di processo e di prodotto hanno portato a una riduzione del numero complessivo della classe operaia e della sua concentrazione logistica, anche attraverso la scomposizione delle fasi lavorative, l’esternalizzazione dei processi produttivi, l ‘introduzione della robotica, e la delocalizzazione degli impianti verso aree a ridotto valore del lavoro e dei diritti.
Ciò ha indebolito la residua ‘classe operaia’ privandola di compattezza, conoscenza del processo produttivo, capacità di blocco della produzione e relativa accumulazione del capitale.

Il ‘che fare’, per i comunisti del 2015, dovrebbe discendere quindi dal lavoro teorico e dalla prassi con cui sapranno affrontare e far scoppiare la vera contraddizione centrale e drammaticamente urgente per tutti i popoli della comunità internazionale : LA GRANDE FINANZA, PER AFFERMARE IL SUO POTERE ASSOLUTO, MINA LA CONVIVENZA TRA I POPOLI E PORTA IL PIANETA ALLA CATASTROFE AMBIENTALE, CULTURALE, BELLICA E SOCIALE. I POPOLI, DEBBONO, e se uniti possono, LIBERARSENE AL PIU’ PRESTO, BATTENDOSI PER LA PROPRIA SOVRANITA’ NAZIONALE, il che porterà i nostri oppressori ad una perdita di potere prima e ad una definitiva sconfitta poi.

Chi avrà chiaro questo potrà scrivere il ‘Manifesto comunista’ del terzo millenio e ridare un ruolo storico ai comunisti, facendone nuovamente i più strenui combattenti per l’unità del proprio popolo, e mettendoli in grado di sfuggire alle sirene delle logge, dei servizi, e delle fondazioni della grande finanza, che hanno portato molte loro organizzazioni a frammentarsi e a trasformarsi in agenti della divisione sociale, politica e culturale in seno al popolo.
Spero che questa riflessione trovi comunisti e non comunisti interessati al confronto a cui parteciperò con l’impegno e l’apertura mentale che sono necessari, ma per stare alla prassi, e non all’antiquariato comunista pongo una prima questione di ‘attualità’, utile per liberarsi dalle pastoie delle frasi fatte e degli slogan.
C’è, qui su Facebook, un comunista che sappia dirmi:
– Quale Liberazione dell’Italia si festeggerà il 25 Aprile, se siamo tutt’ora occupati dagli USA, e dobbiamo comprare le loro armi, mantenere le loro basi e fare le loro guerre ?
– Quale Lavoro si festeggerà il 1° Maggio ? Quello che non c’è o quello che ha perso dignità e diritti, essendo stato gettato dagli stessi sindacati nel frullatore della globalizzazione voluta dalla grande finanza e dai suoi partiti, PD & complici in primis ?
E tanto per tenere unite le due feste, con relativi rituali di scolaresche coercite e salsicciate piddine, c’è qualcuno che, sull’Ucraina (pur senza pretendere che vadano là a combattere, come un tempo andarono in Spagna ..onore ai singoli che l’hanno fatto e stanno facendolo), chiederà agli oratori mandati da PD & complici sindacali, quale filo tiene insieme le ‘tiritere’ sulla libertà, democrazia, antifascismo, diritti economici e sindacali del lavoro … con il sostegno politico (e finanziario, di centinaia di milioni di euro delle nostre tasse) dei vari governi PD-Napolitano, Renzi compreso, ai golpisti runomuniti ucraini, assaltatori e massacratori della ‘Casa dei sindacati’ di Odessa ?
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Foto 1. Le basi USA e Nato in Italia, che noi paghiamo e che, alla faccia del referendum anti nucleare, ‘nascondono’ un centinaio di bombe atomiche (ma per significare l’occupazione USA dell’ Italia, avrei potuto mettere le fabbriche di cui si sono appropriate le loro multinazionali e che ora hanno in gran parte chiuso o delocalizzato).
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Foto 2. La Casa dei Sindacati di Odessa, di cui i sindacati PD (CGIL-CISL-UIL) non ci hanno parlato e non parleranno questo 1°Maggio, dopo la visita della polizia golpista e delle squadre NATO, con decine di lavoratori e sindacalisti bruciati e massacrati .
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