Il Nuovo Focolaio Balcanico

balcani

di Gianfranco Bilancini

Dai Balcani giungono notizie sconcertanti e sempre più preoccupanti.
Andiamo per ordine.
Non più tardi della giornata di ieri una fonte di quelle parti avverte che reparti americano/albanesi si sono posizionati alla frontiera greca, ossia ad una frontiera interna alla NATO. Suona molto male perché avviene in coincidenza dell’accordo fra Grecia e Russia sull’oleodotto south stream (lo stesso che vedeva l’Italia partner prioritario e che i governi post Berlusconi hanno depennato), nello stesso accordo sono previsti aiuti finanziari alla Grecia dalla banca dei BRICS. Ora accade che lo sbocco dell’oleodotto dopo la Grecia è la Macedonia, ossia lo stesso Stato che ha debellato un tentativo di colpo di stato modello Maidan da parte di milizie kosovare (buone per ogni tempo) al servizio della CIA, le cui foto hanno fatto il giro del mondo. Dalla Macedonia le condotte arriverebbero alla Serbia e di li al resto dell’Europa centrale. Come si può immaginare agli USA la cosa non fa piacere quindi: pressioni militari e politiche. Al fine di isolare la Grecia e costringerla a rivedere la sua posizione, gli USA stanno esercitando pressioni sulla Turchia sia per distoglierla dal partenariato sull’oleodotto sia, sfruttando la sua secolare inimicizia con la Grecia, ventilando minacce politiche contro quest’ultima. Giorni or sono scrissi che le “frontiere” politiche alle spalle dell’Ucraina, per gli americani e sodali non erano sicure. La Serbia (per ragioni ben comprensibili), l’Ungheria, la Grecia non sono allineate con le sovvenzioni alla Russia ne in linea con ventilate operazioni militari. Ora un aggravarsi di tensioni alla frontiera greca è un segnale che gli USA potrebbero avere i nervi a fior di pelle con tutto quel che consegue.
Non basta! Si ha conferma (cosa che a suo tempo non si è potuta avere) che alla frontiera Ucraina-Transnistria c’è stato uno scambio di colpi e questo fa il paio con l’avvertimento dato dal vice presidente della Duma russa che, qual’ora le truppe russe presenti in Transnistria fossero state coinvolte in combattimenti, l’esercito russo interverrebbe immediatamente.
A questo punto riassumiamo: a) nel periodo di febbraio/marzo scorso Putin e membri del governo scompaiono per una decina di giorni e negli stessi giorni reparti blindati circolano per le strade di Mosca, b) In Macedonia c’è un tentativo di destabilizzazione modello Maidan, non riesce, c) reparti militari romeni eseguono esercitazioni di ponteggio sul Danubio alle spalle della frontiera con l’Ucraina, d) reparti dell’esercito romeno fanno esercitazioni sui monti della Transilvania, e) scontri a fuoco alla frontiera con la Transnistria, f) navi da guerra (per il monitoraggio elettronico) americane si avvicinano alla frontiera marittima della Russia e vengono sorvolate da aerei da ricognizione russi (su uno dei quali c’è lo stesso Putin), g) la Grecia firma accordi con la Russia e annuncia vox populi che non è più l’Europa (quella attuale) l’ombelico del mondo, h) gli USA ammassano truppe alla frontiera greca, i) si avanza l’ipotesi che la Germania (dopo aver eliminato il suo più pericoloso concorrente: l’Italia), in un arco di tempo breve, possa considerare la Russia come riferimento politico/economico.
Se si da seguito a considerazioni precedenti o è in corso una guerra coperta o gli USA hanno la perso la corriera e i guai sono alle porte.

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