Arriva anche Pegada, in centinaia manifestano contro l’americanizzazione dell’Occidente europeo

tacito

tratto da Huffington Post del 26/01/2015

di Luca Steinmann

Non colpisce solo l’Islam il vento patriottico che soffia in Germania. Ad affiancare i “Patrioti contro l’islamizzazione dell’Occidente” (Pegida) ci sono anche diverse persone che, pur consapevoli del rischio di scoppio di una guerra di religione in terra tedesca, hanno deciso di portare avanti una critica più radicale e sottile allo status quo europeo. Non limitandosi a prendersela con i musulmani e l’immigrazione incontrollata, ma attaccando invece chi loro ritengono essere i mandanti indiretti di queste problematiche: gli Stati Uniti d’America.

Oltre mille persone sono scese sabato in piazza nella città di Erfurt sotto la sigla di Pegada, acronimo di “Patrioti Europei contro l’americanizzazione dell’Occidente”. Ad organizzare questa manifestazione sono stati dei simpatizzanti locali di Pegida, che hanno deciso però di estendere il proprio campo d’azione e di denuncia, dando dunque vita ad un movimento cugino dei Patrioti contro l’islamizzazione, adottando un programma più mirato, che indica chiaramente quali siano i nemici da combattere. Non genericamente una confessione o un’etnia, ma determinati trattati e accordi internazionali che, a loro dire, rendono l’Europa succube dell’egemonia politica ed economica statunitense.

La critica portata in piazza non è rivolta al popolo americano, verso il quale viene espressa solidarietà. Pegada dice invece di volersi difendere dai politici tanto americani quanto tedeschi che permettono l’esportazione delle guerre atlantiste e l’occupazione della Germania da parte di una cultura politica non autoctona come quella yankee. Contro ogni forma di dominazione politica, economica, militare e sociale. Contro il sotterramento o l’annullamento delle tradizioni europee attraverso l’imposizione di riti, feste e celebrazioni americane. Contro il Trattato transatlantico (Ttip), il Trade in service agreement (Tisa) e il Comprehensive economic and trade agreement (Ceta). Contro lo sfruttamento dei paesi del terzo mondo e le guerre americane ad esso funzionali che sono la principale causa dell’immigrazione massiccia verso l’Europa. A favore dell’uscita della Germania dalla Nato. A favore della sovranità politica ed energetica dei paesi europei. A favore della democrazia diretta e del regionalismo. A favore dell’abolizione delle sanzioni alla Russia.

Un movimento composto da tedeschi, ma che non si rivolge solo a tedeschi, bensì a tutti i popoli che abbiano a cuore le tematiche portate alla luce. Durante la manifestazione di Erfurt, infatti, non sono state sventolate solo le bandiere nazionali nero-rosso-oro (seppure fossero comprensibilmente in maggioranza) ma anche bandiere di tanti altri popoli, da quella francese a quella italiana a quella russa fino a quella palestinese (un vero tabù in Germania dato il fortissimo senso di colpa verso Israele ancora presente nella sensibilità collettiva). “Oggi a Erfurt è nato qualcosa di incredibilmente grande ed esteso” si legge in un comunicato degli organizzatori, come per rimarcare la volontà che la lotta contro l’americanizzazione dell’Europa debba varcare i confini nazionali tedeschi per estendersi anche altrove.

Gli oltre mille manifestanti di Pegada sono stati accompagnati da una contromanifestazione di protesta antifascista battezzata “Tutti i patrioti sono degli idioti”, a cui hanno aderito circa seicento persone che, in più riprese, hanno tentato di impedire fisicamente ai manifestanti di proseguire nel loro percorso. Come riportato da der Spiegel, momenti di tensione e di violenza non sono mancati sul fronte antifascista, senza che però venissero creati gravi danni. Paradossalmente i contromanifestanti – per lo più partiti di sinistra, sindacati e gruppi antifascisti organizzati – sono scesi in piazza armati di bandiere a stelle e strisce. Emblematico è il fatto che la sinistra tedesca postcomunista ed erede della Ddr decida di combattere il patriottismo schierandosi dalla parte dell’ex grande nemico americano. Anche se in realtà non tutta la sinistra istituzionale ha deciso di schierarsi preventivamente contro i patrioti: gli appartenenti di Pegida si erano infatti riuniti venerdì sera a Dresda per un’assemblea pubblica, alla quale si è presentato a sorpresa il numero uno del Sps e vice- cancelliere Sigmar Gabriel. “Ritengo sia necessario parlare e confrontarsi con queste persone”, ha detto sottolineando che si tratta di una sua iniziativa privata. Ma la sensazione generale è che se un politico di sinistra dialoga con dei patrioti e la sinistra antifascista sventola bandiere americane, lo schema bipolare che divide la Germania (e l’Europa) in destra contro sinistra stia progressivamente diventando storia.

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