Contro i fomentatori di odio settario

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di Vittorio Nicola Rangeloni

Con queste righe voglio solo portare il mio punto di vista, avendo conosciuto sia coloro che in questo articolo sono chiamati fascisti, sia quelli che senza dubbio sono di chiaro stampo comunista. Essenzialmente quando ho avuto modo di parlarci al fronte, le cose che mi hanno detto erano pressoché le stesse, ossia la loro visione sulla guerra, le ragioni per cui combattono e le loro prospettive.

Durante una guerra, ritengo sia davvero da irresponsabili cercare di spaccare un fronte interno a vantaggio del nemico che sorride e ringrazia.

Ancora più irresponsabile è il fatto che tante cose vengano inventate da persone che stanno a 2 mila ed oltre km di distanza, che non hanno mai messo piede in Ucraina e che vivono di masturbazione su internet, di simboli e fatti che nemmeno riescono a comprendere.

In un articolo di calunnie, qui vengono identificati nemici tra quelli che hanno messo a rischio la propria vita dietro alla stessa barricata o nella stessa trincea, solo per il fatto di aver qualche visione differente sulla storia russa. “Il fascismo peggiore è quello dell’antifascista che non accetta che altri possano avere visioni diverse”. All’interno delle stesse migliaia di correnti antifasciste, basta una virgola fuori posto per esser definito nemico.
La parola “fascismo” diventa un jolly sempre valido per infangare qualcuno, non importa tanto il concetto, si sa che è una brutta parola, e basta quello.

Mozgovoy politicamente, stando a questi standard avremmo potuto a sua volta definirlo fascista (in Italia quanto basterebbe dare del fascista ad uno che è relogiosamente un rigoroso ortodosso omofobo ed identitarista? Ovviamente è una provocazione forzata più per chi parla per luoghi comuni).
Lui stesso aveva combattuto a fianco dei Rusich e di Phoenix, così come lui stesso originariamente aveva chiesto a questi, ora espulsi ed inquadrati in un altro battaglione, di entrare a far parte della Prizrak.

Cercare di discreditare una propria fazione in un periodo come questo, proprio non lo trovo corretto. Le stesse cose riportate dall’articolo, si potrebbero tranquillamente rigirare contro loro stessi, ma nessuno ha l’interesse di farlo. Ci sono i comunisti? Ok, niente problema.. Ma non si creda che percentualmente contino parecchio più degli altri.
La lotta è trasversale nell’ambito sociale, religioso o politico e chi pensa di arrogarsi il diritto di voler sovrastare gli altri, ha perso in partenza. Nonostante la simbologia e l’eredità storica, nessuno ha intenzione di restaurare termini come marxismo o stalinismo, così come anche chi non condivide questa dottrina, non permetterebbe mai che i monumenti riconducibili al comunismo vengano distrutti.

Purtroppo il vizio di scrivere senza sapere o calunniando, è un qualcosa tipico della realtà politica italiana e dell’odio più insensato verso fantasmi che talvolta sono solo immaginari.

La forza della lotta nel Donbass è proprio la matrice identitaria del popolo che sceglie di non inchinarsi ai diktat imposti da Washington al governo di Kiev. È una scelta prima di tutto sovranista in cui hanno aderito tutti quanti, dal minatore all’impiegato, dall’architetto al medico, dal giovane all’anziano.

I video dei fascisti e dei comunisti sono rispettivamente i seguenti:

https://youtu.be/A3gq2s_fLhI

https://youtu.be/Wpi1RhC4slU

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