Grace O’Malley, la regina dei pirati di Connemara

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di Franz Camillo Bertagnolli Ravazzi

Grace O’Malley (conosciuta in lingua gaelica anche come Gràinne Nì Mhàille) nacque in Irlanda intorno al 1530, nella contea di Mayo, da Owen Dubhdarra O’Malley, capo clan degli O’Malley.

Fin da piccola Grace seppe sempre che volle fare il marinaio ma fu sempre scoraggiata nei suoi propositi. Si sentì estremamente offesa quando suo padre si rifiutò di portarla con sé su un veliero e la leggenda narra che Grace si tagliò i suoi lunghi capelli e prese a vestirsi da uomo per provare ai suoi familiari che poteva affrontare il viaggio e fare la vita del marinaio. Vedendo ciò, suo padre e suo fratello la chiamarono Gràinne Nì Mhàille e la soprannominarono “Grace la Calva”. Comunque, grazie alla sua insistenza, le fu alla fine permesso di andare per mare con suo padre e la sua flotta di navi.

Da bambina viaggiava spesso con suo padre nelle missioni commerciali d’oltre mare. Una volta, di ritorno da un viaggio in Spagna, la loro nave fu attaccata da un vascello inglese. Il padre di Grace le aveva detto che in caso di attacco avrebbe dovuto rimanere sottocoperta, ma lei non gli obbedì. Si arrampicò invece sul sartiame e, osservando la battaglia dall’alto, notò un pirata inglese avvicinarsi furtivamente estraendo un pugnale dietro la sua schiena. La coraggiosa Granuaile si lanciò giù dal sartiame e saltò sulla schiena del pirata che minacciava suo padre, mettendosi nel frattempo a gridare. La distrazione consentì agli O’Malley di riguadagnare il controllo della nave e di sconfiggere i pirati inglesi.

Grace trascorse la sua giovinezza ad apprendere le arti marinare e riuscì col tempo ad avere una sua propria flotta di navi, anche grazie al fatto che la sua famiglia si era arricchita con la pesca e con il commercio.

Più avanti nella sua vita, ella scelse di dedicarsi alla pirateria, assalendo navi turche e spagnole e addirittura la flotta inglese. Aumentò in questo modo il suo patrimonio fino a includere, oltre ad una cospicua flotta, la proprietà di diverse isole e castelli sulla costa occidentale dell’Irlanda.

In età avanzata si fece una reputazione da comandante  spietata attraverso le sue imprese in battaglia a fianco dei suoi seguaci.

La leggenda racconta che ella partorì uno dei suoi figli in alto mare. Il giorno seguente il parto la sua nave fu attacca da pirati turchi. Nonostante fosse esausta per il parto, prese un’arma e guidò i suoi uomini contro i Turchi, costringendoli alla ritirata.

Grace si sposò due volte nella vita. Il suo primo marito fu Donald O’Flaherty, figlio del capoclan degli O’Flaherty e prossimo alla successione alla guida del clan. Grace e Donald si sposarono quando lei aveva sedici anni. A quell’epoca per le famiglie combinare matrimoni era una consuetudine, quindi la loro unione fu inizialmente più un fatto politico che emotivo. Gli O’Flaherty erano infatti un clan marinaresco come gli O’Malley. Attraverso il loro matrimonio Grace imparò molto sulla tradizione marinaresca da Donald e il suo clan si arricchì delle conoscenze nautiche di Grace. Ella fu presto al comando della flotta degli O’Flaherty e dominò le acque circostanti le loro terre.

Nonostante fosse inusuale per quel tempo che una donna comandasse degli uomini, Grace seppe conquistarsi il rispetto dei suoi seguaci attraverso la sua scaltrezza, la sua conoscenza del mare e, soprattutto, grazie al suo coraggio. Suo marito Donald aveva la reputazione di testa calda e questo probabilmente gli costò la vita in una battaglia contro un clan rivale. Grace e Donald furono sposati per 19 anni.

Secondo la legge Irlandese le vedove avevano diritto a una parte del patrimonio del marito, ma per qualche strana ragione gli O’Flaherty non seguirono la tradizione. Questo non le piacque per niente, e così radunò i suoi  fedeli seguaci e si mise a commerciare per i mari per conto proprio. Mise in pratica le conoscenze apprese da suo padre e da suo marito e riuscì a sbarazzarsi degli O’Flaherty. Grace ritornò dagli O’Malley portando i suoi seguaci con lei diventando un capoclan per conto proprio.

Dalla morte di Donald era riuscita a espandere il suo impero fino a includere cinque castelli e diverse isole di Clew Bay. Aveva però ancora bisogno del castello di Rockfleet, situato nel Nord Est della baia, per rafforzare il suo dominio dell’area. Questo suo desiderio di rafforzare la propria posizione sulla costa occidentale dell’Irlanda la portò a sposarsi per una seconda volta, decidendo di prendere come marito Richard Burke.

La leggenda racconta che Grace viaggiò fino a Rockfleet e bussò alla porta di  Richard per fargli una proposta di matrimonio della durata di un anno. Ella  spiegò che la loro unione avrebbe dato a entrambi i clan la possibilità di resistere all’imminente invasione degli Inglesi, che si stavano lentamente ma inesorabilmente impadronendo dell’Irlanda. Si credeva che dopo un anno esatto Grace avrebbe lasciato Richard, offrendogli l’opzione di terminare il matrimonio, ma ormai egli era perdutamente innamorato di lei. Rimasero così sposati fino alla morte di lui, avvenuta diciassette anni dopo.

Grace ebbe in totale quattro figli. Dal primo matrimonio con Donald O’Flaherty nacquero tre figli, due maschi, Owen e Murrough, e una femmina, Margareth. Più tardi, dal matrimonio con Richard, Grace ebbe il suo ultimo figlio, Tibbot.

A quel tempo gli Inglesi avevano conquistato gran parte dell’Irlanda, nel corso di un processo chiamato “Sumit and Regrant”, che consisteva nel convincere (molto spesso con la forza) i capoclan a cedere le loro terre alla Corona e ricevendo in cambio un titolo nobiliare inglese. Alcuni capoclan si arresero e cedettero agli Inglesi, ma altri si ribellarono e Grace fu tra questi ultimi. Ella  conservò la propria indipendenza molto più a lungo del resto dell’Irlanda, ma nei suoi ultimi anni la potenza inglese iniziò a costituire un peso anche  per lei.

All’età di cinquantasei anni fu catturata da Sir Richard Bingham, uno spietato governatore che la Regina aveva installato nei nuovi territori passati in mano inglese. Poco dopo aver ricevuto il suo incarico, Bingham mandò le guardie ad arrestare Grace con l’intento di farla impiccare. Venne così arrestata, insieme ad altri membri del suo clan, e preparata per l’esecuzione. Determinata a morire con dignità, Grace tenne alta la testa in attesa del momento fatidico, ma all’ultimo minuto il suo genero si offrì agli Inglesi come ostaggi, in cambio della promessa che Grace non si sarebbe mai più ribellata. Sulla base di questa promessa Bingham la rilasciò, ma, per punirla del suo atteggiamento rivoltoso, non le permise di riottenere il suo potere. Il governatore le tolse il suo bestiame per ridurla in povertà e complottò per uccidere il suo figlio maggiore Owen.

Durante quel periodo l’Armada spagnola imperversava contro gli Inglesi al largo delle coste irlandesi e scozzesi. Non è noto se Grace abbia assistito gli Inglesi contro gli Spagnoli, oppure se combatté semplicemente per proteggere quel poco che le rimaneva. Si sa però che intorno al 1588 Grace macellò centinaia di Spagnoli della nave di Don Pedro de Mendoza nei pressi de castello dell’Isola di Clare. Perfino nei tardi anni della sua vita Grace dimostrò così tutta la sua spietatezza in battaglia.

Attorno al 1590 Grace era ridotta in povertà a causa degli sforzi di Bingham. A quel tempo in Irlanda era in corso una ribellione piuttosto vasta contro gli Inglesi e Bingham temeva che Grace avrebbe potuto portare aiuto ai ribelli. In una lettera che il governatore scrisse in quel tempo, egli affermava che Grace O’Malley era “una nota traditrice” e “la sobillatrice di tutte le ribellioni avvenute in quella zona da quarant’anni”.

Grace aveva mandato lettere alla Regina Elisabetta domandando giustizia, senza ricevere però mai alcuna risposta.

Nel 1593, dopo lunghi anni di difficoltosi combattimenti, suo figlio Tibbot e suo fratello furono arrestati dagli Inglesi e gettati in prigione. Quella fu la goccia finale che fece traboccare il vaso e Grace decise di andare di persona a Londra dalla Regina per chiedere il rilascio dei suoi familiari e la restituzione delle sue terre e dei suoi beni. La donna spiegò le vele e cercò di evitare le navi inglesi che pattugliavano i mari tra le sue terre e Londra. L’incontro ebbe luogo al castello di Greenwich.

Gli eventi che portarono all’incontro tra Grace e la Regina Elisabetta ebbero profondi impatti sull’incontro stesso e in seguito sul comportamento di Grace.

Nessuno sa perché la Regina Elisabetta accettò di incontrarsi da sola con Grace O’Malley (e non l’avesse fatta imprigionare o giustiziare).

La donna parlava fluentemente il Latino e per questo fu in grado di parlare agevolmente con la Regina, che senz’altro non conosceva il gaelico.

Alcuni riportano che durante l’incontro Grace avesse starnutito, e che quindi una dama le avesse porto un fazzoletto ricamato. Ella soffiò il naso, ma, subito dopo averlo fatto, gettò il fazzoletto tra le fiamme di un vicino caminetto. Di fronte alla corte scioccata, Elisabetta  disse che in Inghilterra era buon uso infilare il fazzoletto usato nella manica, ma la O’Malley rispose che in Irlanda erano disapprovate le persone così trascurate da tenere della stoffa sporca sulla propria persona.

Grace spiegò alla Regina che le sue azioni non erano da intendersi come atti di ribellione ma come legittima difesa. Le spiegò che l’eredità dei suoi mariti era ingiustamente trattenuta dalla Corona e pretese che i suoi diritti ereditari fossero rispettati, e chiese la liberazione di suo fratello e di suo figlio. In cambio Grace avrebbe aiutato la Regina contro i suoi nemici di mare e di terra. Elisabetta acconsentì e Grace fece ritorno in Irlanda e domandò a Bingham il rilascio immediato dei suoi congiunti e il ritorno delle sue proprietà in base agli ordini della Regina.

Grace O’Malley viene ricordata su tutti i libri di storia e nelle leggende del suo popolo come una comandante spietata e una combattente coraggiosa. Nei suoi settant’anni anni di vita lei e la sua famiglia videro la potenza inglese espandersi in Irlanda, ma, grazie alla loro forza e alla loro potenza, il suo clan e i suoi vicini riuscirono ad arginare come poterono gli invasori.

Si dice che dall’anno della sua morte, avvenuta nel 1603, nessun altro capoclan irlandese riuscì a preservare il vecchio stile di vita gaelico come Grace O’Malley e la sua famiglia riuscirono a fare in vita.

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