L’AGONIA DI UNA SPECIE Di Claudio Modola

battaglia

 

Isola di Manda

Arcipelago di Lamu, Africa Orientale.

Confederatio

Avremmo potuto comprendere  la fine delle ideologie , ma immaginare la morte delle idee , e’ stato un processo che ci ha lasciato quasi spezzati sul terreno di una battaglia intergenerazionale che durava da oltre mezzo secolo e nella quale , gli uomini del mio tempo , nati troppo presto per il 68 e fatalmente tardi per lo scontro mortale per l’Europa.

Si tratto’ forse  di una intuizione quasi subliminale allo spettacolo terrorizzante di un pianeta entrato a corpo morto in una nuova quanto squallida era , la quale , non avrebbe fattocome abbiamo malauguratamente constatato prigionieri.

I “Padroni del mondo” hanno avuto tempo e generosi  mezzi per  pianificare una conquista che prima che Economica doveva raggiungere il livello piu’ profondo di una precisa categoria d’ uomini, nati geneticamente liberi e ribelli per scelta . Era necessario smantellare la sacralita’ della memoria , i codici comportamentali , l’architettura di convinzioni tramandate per venti secoli e quel senso caldo e prezioso di appartenenza. Lo stesso che aveva consentito la conquista , la difesa , il sogno , il sacrificio e la trasmissione.

Ora , la paura dei superstiti  pensanti e’ quella che gli ultimi barlumi di quello che eravamo , si spenga con noi , che le passioni ideali , le visioni superiori entrino malamente se non del tutto nella memoria di una intelligenza artificiale come dato storico marginale , fabbricato con la materia gelida deelle date , delle ore , delle cronache veloci  che spiegano fatti ma non ne rammentano il senso intimo , cioe’ l’unico che veramente conta. e che per esistere , ha bisogno di carne, sangue, fuoco, memoria e commozione. Nel macero potrebbero  finire aspetti essenziali , cioe’ la cultura di una determinata tipologia di essere umano.

In fondo  si tratta di una scrittura in ordine di tempo , dedicata ad un secolo bruciato in velocita’ dall’era dell’iper tecnologia , nella quale , i rapporti basilari , il sistema di comunicazione interpersonale , i parametri produttivi e di consumo , gli equilibri geostrategici , sono stati chirurgicamente sconvolti da una Velocita/Mito , da una diffusione pazza dell’accesso all’informazione che ovunque raggiunge e ovunque viene appena sfiorata senza piu’ la profondita’ necessaria per realmente comprenderlae a con finalita’ che sfuggono ad una umanita’ ancora legata al 900.

Siamo stati strappati da teritorialita’ precise , da appartenenze antiche , travolti iiin tempi recenti da un’onda umana miserabile e inevitabilmente invasiva spinta da bisogno primitivi , da strategie inimmaginabili e coadiuvati forzosamente da una innaturale interpretazione del bene e del male e della loro applicazione come “pensiero unico” in una realta’ malsana che nutre una furia non innovatrice ma distruttrice , fino a diventare abuso e crudelta’ conclamata

Un senso di colpa diffuso , storicamente inspiegabile, falso, genera assurdamente la convinzione convenientemente “Riparatrice” di una supremazia morale e logica dell’Ordine Democratico Globale. Convinzione imposta capillarmente e supportata dalla potenza di fuoco di titani economici che prima hanno digitalizzato l’esistenza del mondo e ora pianificano un conflitto Cybernetico per garantirsi un potere assoluto.

E’ cosi’ anche i conflitti “venduti” come scontri a movente religioso , possono essere interpretati quali legittime resistenze di Popolo contro la colonizzazione planetaria del Nuovo Ordine. Resistenze incapaci di comprendere che l’elemento razziale non puo’ amalgamare altri oppressi al profilo dell’oppressore e che lo scontro, per avere qualche forse remota  chance di successo deve trasformarsi in qualcosa di assai piu selettivo , intelligente , tattico e che possa individuare un dato vitale : ” Non si tratta di minare e auspicabilmente abbattere il Moloch Statunitense come neo oppressore ma contrastare ormai altre potenze mosse dall’identica spinta di conquista della materia e delle anime.”

Speranza? E’ un termine impegnativo , sopratutto quando si fronteggia nemici realmente spietati e di tremenda potenza  i quali ormai vivono , respirano , si nutrono  nella mente stessa  di miliardi .

Miliardi che pare siano ipnoticamente e irrimediabilmente convinti  che questa esistenza da pollame di batteria e che pare accettino con bovina rassegnazione, uno stato di costante infelicita’ quale condizione ineluttabile da risolvere farmacologicamente o in un centro Commerciale, sia l’unica possibile.

Eppure  , in modo ciclico , apparentemente insignificanti fenomeni di pensiero e azione  hanno rappresentato l’iinnesco di incontrollabili incendi tra l’erba secca della storia . L’emulazione e’ arma potente e il senso della giustizia , del diritto inalienabile , potrebbero ancora scavare nellaormai patologica  indifferenza di massa , sopratutto qualora l’ingordigia del sistema supera quella soglia esilissima oltre la quale , , il perdente , il marginale , il diseredato , il fedele a se stesso si trasforma in giudice e boia , equipaggiato di un diritto terribile che supera il piano delle leggi di Dio e degli Uomini.

Ecco , l’opzione del sangue sfortunatamente si materializza in una visione possibile di rivolta che sarebbe in gran parte animalesca e per altra  parte , civilmente giustificabile.

Esisterebbe poi un margine elitario di coscienza che a mio parere dovrebbe pilotare la reazione a catena della “Guerra” (E altro non si puo’ chiamarla) , contro i Signori del Mondo.

Se quella esilissima aristocrazia umana dovesse nel processo soccombere , si tratterebbe della fase fatale di una agonia della civilta’ non solo occidentale e dell’UOMO al quale ci riferiamo e che certamente in molti si auspicano , come parte di un misterioso istinto suicidario di massa o di genetica inclinazione alla resa.

Si tratta di un “Trend” permanente ? No di certo. E’ probabile infatti che in un futuro per noi lontano  il genere umano riscopra ‘Codici” sepolti da secoli eppure geneticamente radicati nella pulviscolare sostanza intima del proprio essere, oppure , molto piu’ semplicemente , perche’ le dinamiche del nostro essere animali sociali , non puo’ che condurre ad una rivolta fisiologica legata alla labile traccia di una cultura del fuoco  che non vuole morire.

A chiunque viva angosciosamente questo tempo, nonostante la morte degli ideali ai quali si accennava di sopra , spetterebbe il compito di proteggere una minuscola fiamma al centro di una tempesta, se non altro perche’ sogno e volonta’ non appartengo mai e da sempre agli indifferenti.

 

 

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