L’AGONIA DI UNA SPECIE Di Claudio Modola

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Isola di Manda

Arcipelago di Lamu, Africa Orientale.

Confederatio

Avremmo potuto comprendere  la fine delle ideologie , ma immaginare la morte delle idee , e’ stato un processo che ci ha lasciato quasi spezzati sul terreno di una battaglia intergenerazionale che durava da oltre mezzo secolo e nella quale , gli uomini del mio tempo , nati troppo presto per il 68 e fatalmente tardi per lo scontro mortale per l’Europa.

Si tratto’ forse  di una intuizione quasi subliminale allo spettacolo terrorizzante di un pianeta entrato a corpo morto in una nuova quanto squallida era , la quale , non avrebbe fattocome abbiamo malauguratamente constatato prigionieri.

I “Padroni del mondo” hanno avuto tempo e generosi  mezzi per  pianificare una conquista che prima che Economica doveva raggiungere il livello piu’ profondo di una precisa categoria d’ uomini, nati geneticamente liberi e ribelli per scelta . Era necessario smantellare la sacralita’ della memoria , i codici comportamentali , l’architettura di convinzioni tramandate per venti secoli e quel senso caldo e prezioso di appartenenza. Lo stesso che aveva consentito la conquista , la difesa , il sogno , il sacrificio e la trasmissione.

Ora , la paura dei superstiti  pensanti e’ quella che gli ultimi barlumi di quello che eravamo , si spenga con noi , che le passioni ideali , le visioni superiori entrino malamente se non del tutto nella memoria di una intelligenza artificiale come dato storico marginale , fabbricato con la materia gelida deelle date , delle ore , delle cronache veloci  che spiegano fatti ma non ne rammentano il senso intimo , cioe’ l’unico che veramente conta. e che per esistere , ha bisogno di carne, sangue, fuoco, memoria e commozione. Nel macero potrebbero  finire aspetti essenziali , cioe’ la cultura di una determinata tipologia di essere umano.

In fondo  si tratta di una scrittura in ordine di tempo , dedicata ad un secolo bruciato in velocita’ dall’era dell’iper tecnologia , nella quale , i rapporti basilari , il sistema di comunicazione interpersonale , i parametri produttivi e di consumo , gli equilibri geostrategici , sono stati chirurgicamente sconvolti da una Velocita/Mito , da una diffusione pazza dell’accesso all’informazione che ovunque raggiunge e ovunque viene appena sfiorata senza piu’ la profondita’ necessaria per realmente comprenderlae a con finalita’ che sfuggono ad una umanita’ ancora legata al 900.

Siamo stati strappati da teritorialita’ precise , da appartenenze antiche , travolti iiin tempi recenti da un’onda umana miserabile e inevitabilmente invasiva spinta da bisogno primitivi , da strategie inimmaginabili e coadiuvati forzosamente da una innaturale interpretazione del bene e del male e della loro applicazione come “pensiero unico” in una realta’ malsana che nutre una furia non innovatrice ma distruttrice , fino a diventare abuso e crudelta’ conclamata

Un senso di colpa diffuso , storicamente inspiegabile, falso, genera assurdamente la convinzione convenientemente “Riparatrice” di una supremazia morale e logica dell’Ordine Democratico Globale. Convinzione imposta capillarmente e supportata dalla potenza di fuoco di titani economici che prima hanno digitalizzato l’esistenza del mondo e ora pianificano un conflitto Cybernetico per garantirsi un potere assoluto.

E’ cosi’ anche i conflitti “venduti” come scontri a movente religioso , possono essere interpretati quali legittime resistenze di Popolo contro la colonizzazione planetaria del Nuovo Ordine. Resistenze incapaci di comprendere che l’elemento razziale non puo’ amalgamare altri oppressi al profilo dell’oppressore e che lo scontro, per avere qualche forse remota  chance di successo deve trasformarsi in qualcosa di assai piu selettivo , intelligente , tattico e che possa individuare un dato vitale : ” Non si tratta di minare e auspicabilmente abbattere il Moloch Statunitense come neo oppressore ma contrastare ormai altre potenze mosse dall’identica spinta di conquista della materia e delle anime.”

Speranza? E’ un termine impegnativo , sopratutto quando si fronteggia nemici realmente spietati e di tremenda potenza  i quali ormai vivono , respirano , si nutrono  nella mente stessa  di miliardi .

Miliardi che pare siano ipnoticamente e irrimediabilmente convinti  che questa esistenza da pollame di batteria e che pare accettino con bovina rassegnazione, uno stato di costante infelicita’ quale condizione ineluttabile da risolvere farmacologicamente o in un centro Commerciale, sia l’unica possibile.

Eppure  , in modo ciclico , apparentemente insignificanti fenomeni di pensiero e azione  hanno rappresentato l’iinnesco di incontrollabili incendi tra l’erba secca della storia . L’emulazione e’ arma potente e il senso della giustizia , del diritto inalienabile , potrebbero ancora scavare nellaormai patologica  indifferenza di massa , sopratutto qualora l’ingordigia del sistema supera quella soglia esilissima oltre la quale , , il perdente , il marginale , il diseredato , il fedele a se stesso si trasforma in giudice e boia , equipaggiato di un diritto terribile che supera il piano delle leggi di Dio e degli Uomini.

Ecco , l’opzione del sangue sfortunatamente si materializza in una visione possibile di rivolta che sarebbe in gran parte animalesca e per altra  parte , civilmente giustificabile.

Esisterebbe poi un margine elitario di coscienza che a mio parere dovrebbe pilotare la reazione a catena della “Guerra” (E altro non si puo’ chiamarla) , contro i Signori del Mondo.

Se quella esilissima aristocrazia umana dovesse nel processo soccombere , si tratterebbe della fase fatale di una agonia della civilta’ non solo occidentale e dell’UOMO al quale ci riferiamo e che certamente in molti si auspicano , come parte di un misterioso istinto suicidario di massa o di genetica inclinazione alla resa.

Si tratta di un “Trend” permanente ? No di certo. E’ probabile infatti che in un futuro per noi lontano  il genere umano riscopra ‘Codici” sepolti da secoli eppure geneticamente radicati nella pulviscolare sostanza intima del proprio essere, oppure , molto piu’ semplicemente , perche’ le dinamiche del nostro essere animali sociali , non puo’ che condurre ad una rivolta fisiologica legata alla labile traccia di una cultura del fuoco  che non vuole morire.

A chiunque viva angosciosamente questo tempo, nonostante la morte degli ideali ai quali si accennava di sopra , spetterebbe il compito di proteggere una minuscola fiamma al centro di una tempesta, se non altro perche’ sogno e volonta’ non appartengo mai e da sempre agli indifferenti.

 

 

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Antoun Saadeh : Vita di un Socialista Nazionale Siriano

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Di Franz Camillo Bertagnolli Ravazzi traduzione da http://www.ssnp.com

L’infanzia

Antoun Saadeh nacque il 1 marzo 1904 nella cittadina di Showeir nel distretto di Metn Monte Libano.

Egli ricevette la sua istruzione elementare nel villaggio di Showeir e successivamente continuò gli studi al Lycee de Freres al Cairo e alla scuola di Brummana.

Antoun Saadeh lasciò il Libano nel 1919 per recarsi negli USA e nel febbraio 1921 si trasferì nel Brasile dove prese parte assieme a suo padre Dottor Khalil Saadeh nel  dirigere il giornale Al Jarida e nella rivista Al  Majalla.

I primi inizi

Nel 1924 fondò una società segreta che aveva come obbiettivo l’unificazione della Siria Naturale, ma egli sciolse la società nel 1925. Mentre era in Brasile studiò il russo e il tedesco.

Antoun Saadeh tornò in Libano nel 1930.Nel 1931 scrisse “Una tragedia d’Amore” che fu successivamente pubblicata nel 1933 assieme alla sua “Storia della Festa di Nostra Signora di Sidnaya”.

Nel 1931 si recò a Damasco dove si unì alla redazione del quotidiano damasceno Al Ayamm ma ritornò a Beirut nel 1932 per insegnare tedesco agli studenti che avevano scelto lingue all’Università Americana di Beirut. A Beirut egli riprese la pubblicazione della rivista Al Majalla  del quale egli riportò 4 problemi.

La fondazione del Partito Socialista Nazionale Siriano

Egli fondò il Partito Socialista Nazionale Siriano il 16 novembre 1932. Il 16 settembre  1935 l’esistenza del Partito Socialista Nazionale Siriano divenne nota. Saadeh fu arrestato e condannato a sei mesi di carcere durante i quali scrisse “ L’ascesa delle Nazioni”. Saadeh fu liberato ma fu detenuto ancora una volta nel tardo giugno del 1936 durante i quali scrisse il pamphet “ La spiegazione dei Principi”. Nel primo novembre fu rilasciato di prigione  ma egli vi ritornò nel primo marzo 1937. Egli aveva scritto il libro “ L’Ascesa della Nazione Siriana” ma il suo libro fu sequestrato dalle autorità al momento del suo arresto e le autorità si rifiutarono di riconsegnarglielo.

Rilasciato nel tardo Maggio 1937 egli nel Novembre dello stesso anno fondò il giornale Al-Nahdhah.

Gli Anni all’Estero

Egli continuò a dirigere il Partito fino al 1938 quando lasciò il paese per organizzare per organizzare le branche estere del partito.

In Brasile egli fondò il giornale Nuova Siria ma fu detenuto per 2 mesi a seguito di accuse da parte di agenti coloniali rivelatesi poi  false . Successivamente si trasferì in Argentina dove seguì lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale nel 1939. Egli rimase in Argentina fino al 1947. In Argentina fondò il giornale Al-Zouba’a  e scrisse “ La Lotta dell’intelletto nella Letteratura Siriana “ che fu stampato a Buenos Aires. Nel 1943 egli sposò Juliette Al-Mir che gli diede 3 figlie. Durante la Seconda Guerra Mondiale mentre era all’estero fu condannato “In Absentia” a 20 anni di prigione e a 20 di esilio dalle autorità coloniali  francesi.

Il Ritorno in Patria

Egli ritornò in patria il 2 Marzo 1947 e presto fece un discorso rivoluzionario in seguito del quale le autorità emisero un mandato di arresto che rimase in vigore per 7 mesi ma fu successivamente ritirato.

Egli fondò il giornale Al-Jil Al-Jadid. Fu negli uffici e nelle stamperie che accadde l’incidente di Jemmayzeh nel corso di un piano condotto dalle autorità con le Falangi Libanesi che attaccarono e incendiarono gli edifici.

Il complotto e il Martirio

Durante quel periodo venne messa in atto una cospirazione internazionale e il 7 giugno 1949 riuscì a persuadere Husni Al-Za’im  a consegnare Antoun Saadeh alle autorità libanesi che interrogarono , processarono e lo giustiziarono nell’arco di 24 ore.

La data del suo martirio fu l’8 giugno 1949 alle 15 e 20 del pomeriggio.

Conclusioni

Antoun Saadeh resta una delle figure più influenti e importanti della storia recente del vicino oriente. Il SSNP da lui fondato è stato e rimane uno degli attori politici più importanti in Libano e Siria. Le sue milizie hanno avuto un ruolo cruciale nella guerra civile libanese del 13 aprile 1975 – 13 ottobre 1990 durante la quale combatterono attivamente le forze israeliane e dell’esercito del sud del Libano e nel corso dell’attuale guerra al terrorismo siriana che vede il SSNP combattere al fianco dell’esercito siriano combattere contro i terroristi supportati da Occidente, Israele e paesi arabi del Golfo.

IL MALE MAGGIORE

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di Claudio  Modola

In meno di 30 giorni l’Isis rivendica 40 attacchi esplosivi tra Iraq e Sirya mentre la campagna Europea sembra essere rallentata da imponenti misure preventive , ma anche , dalla intuibile necessita’ strategica di razionalizzare e fare evolvere la campagna stessa nella direzione gia’ indicata nel corso del 2016. La frammentazione e la elementarizzazione degli attacchi anche a scapito del numero di vittime , appare al momento , il corso tattico “Chiave”. Simultaneamente la radicalizzazione della immane massa di Islamici immigrati ,entra in un sonno apparente e si sviluppa “Sottotraccia” con l’abbandono della Madrasse e delle Moschee e con la creazione di migliaia di centri domestici e mobili di aggregazione o con impercettibili e difficilmente leggibili segnali i quali attivano veri e propri Flash Mob dove il contarsi si trasforma in necessita’ psicologica e militare . Il livello della Clandestinita’ di massa e’ stato ormai raggiunto , spingendo migliaia a scomparire dai quadranti delle autorita’ competenti. Migliaia che dormono per una notte su materassi nelle gia’ sovra affollate stanze di appartamenti periferici tra pentole di cous cous e bambini piangenti e che poi, si spostano attraverso frontiere ancora porose e incapaci di un filtraggio credibile. Quello che viene rigorosamente celato al pubblico Europeo e’ il problema da panico della mancanza di documenti di indentificazione nella maggiore parte di chi attraverso la rotta Greco/Turca o Siciliana , l’assenza totale di altri dati di identificazione e pertanto la incapacita’ di comprendere la differenza tra un Siryano e un Iraniano , tra un Afghano e un Indiano Settentrionale , tra un Nigeriano e un Cameroniano significa confondere un muratore Hindu con un combattente Talebano , un integralista Boko Haram delle Paludi Nigeriane con un venditore di accendini del Malawi. In termini operativi questo significa un buio terrorizzante perche’ in una Marsiglia , a Bruxelles come nelle citta’ Scandinave , alcune aree hanno perso integralmente l’elemento umano caucasico e in quella massa che in Europa e’ quantificabile in milioni non in centinaia di migliaia , scorre , come un cavo dell’alta tensione l’asse di una armata , di un esercito che quattro volte al giorno , ovunque , dal sottoscala al retro del Flash Shop invoca un Dio sanguinario di accettare l’individuale e supremo sacrificio di guerra. Largomentazione demenziale circa le origini Atlantiste dell’ISIS che e’ poi quanto di piu’ ozioso si possa discutere , e’ molto diffusa, anche se, e’ obbiettivamente difficile comprendere come l’origine del problema possa distogliere dall’effetto e l’effetto , e’ il massacro a campione di decine di Europei che lievita verso le centinaia. Se gli USA sono responsabili genetici dell’IS ? Quasi certamente , tuttavia la natura stessa di un Servizio Segreto , delle su attivita’ di Spionaggio e Controspionaggio , impone l’infiltrazione come metodo di esistenza e questo, al servizio di una Nazione e dei suoi interessi spesso Economici e non solo Geostrategici . Che il Nord America e il suo codazzo atlantico volessero impossessarsi aggressivamente a partire dal 1990 delle riserve petrolifere Medio Orientali non ancora acquisite , mantenere vivi gli accordi con i fornitori Sauditi , difendere i confini di uno scacchiere che terminava ai limiti dll’infarto Sovietico , compiacere il padrone Giudeo , non ci pare materia di discettazione . Sono fatti, puri e crudi. Ritenere il Daesh un Avatar allo stato attuale delle cose e’ una sciocchezza. Ritenerlo uno strumento fuori controllo e’ piu’ credibile, se non altro perche’ una pecentuale del 2% di una massa di Un miliardo e 700 milioni di Islamici e’ un calcolo convincente circa l’area dell’integralismo massacratore, il quale , ritiene l’ISIS lo strumento ideale di conversione coercitiva globale . Questi 70.000 soldati di Dio pronti a morire nei prossimi 30 secondi , contano su una massa presumibile del 10% di fiancheggiatori e futuri martiri su 4 continenti o in altri termini….un rinforzo di 170.000 fanatici sublimati , ai quali e’ affidato peraltro il compito di formare e quindi condizionare una comunita’ antro-religiosa la cui eta’ media non supera i 25 anni su una estensione territoriale che da Capo Verde all’Indo Kush nella realta’ piu’ prolifica di questo sistema solare. . E’ colpa della CIA ? E quindi? Cosa abbiamo intenzione di fare o dire ? “Decapitateci pure , tanto lo sappiamo chi siete !” Infine: Tutti pare gioiscano delle ritirate piu’ o meno strategiche del Daesh ma….immaginiamo un laboratorio dove e’ custodito il virus di una patologia mortale ed infettiva, al sicuro all’interno di una provetta e circoscritto quindi all’interno di un contesto relativamente controllabile. Cosa accade quando versiamo il contenuto della provetta fuori dalla finestra per liberarcene ? Come si comportera’ il Virus? Rimarra’ immobile o tentera’ attraverso tutti i mezzi concepibili di insidiarsi muovendosi a 360 gradi ? Non e’ forse il compito di ogni Virus la propria diffusione allo scopo supremo di perpetuarsi ? Non servono manipoli di analisti strategici per immaginare cosa accadra’ alle migliaia di miliziani privati di barba e di AK47 , capaci di operare da un RPG ad uno Shilka , di fabbricare ordigni con quasi tutto , di affrontare un corpo a corpo come un conflitto a fuoco multiplo ma sopratutto , di considerare la propria vita e quella altrui come qualcosa di integralmente irrilevante rispetto alle promesse di un paradiso sul quale l’ombra del dubbio non cade mai.

AfD la Riscossa Tedesca

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di Franz Camillo Bertagnolli Ravazzi

Il partito di destra anti immigrazione AfD( alternativa per la Germania) si è piazzato con il 21.9% dei voti nel Bundesland del Meclemburgo-Pomerania Anteriore battendo la CDU di Angela Merkel che ha ottenuto il 19% dei voti perdendo tre punti rispetto alle elezioni del 2011 .

In Meclemburgo-Pomerania Anteriore i risultati delle elezioni hanno visto l’SPD piazzarsi primo con il 30% dei voti perdendo però 5 punti dal 2011,l’AfD con il 21.9 % dei voti e infine la CDU della cancelliera Merkel con il 19% dei voti.

Questi dati indicano che l’AfD è destinata a diventare il principale partito patriottico tedesco dalla fine del dopoguerra.

I neonazisti dell’NPD e quelli del nuovo partito neonazista del Der Dritter Weg sono destinati a rimanere una forza incapace di andare al governo e a ottenere consensi di massa e di conseguenza rimarranno attori di secondo piano nel mondo della politica tedesca.

Le Origini dell’AfD

L’AfD fu fondata nel febbraio del 2013 da Bernd Lucke, economista e professore di macroeconomia all’Università di Amburgo.

Alle elezioni federali del 2013 l’AfD ottenne 2 056 985 voti, pari al 4,7%, non riuscendo quindi per poco a superare la soglia di sbarramento del 5% per ottenere seggi al Bundestag.

Alle successive elezioni europee del 2014 ottiene il 7,04%, conquistando sette eurodeputati; a seguito del risultato, il partito ha scelto di affiliarsi al Gruppo dei conservatori e dei riformisti europei.

Il 4 luglio al congresso di Essen, Frauke Petry viene eletta a maggioranza assoluta leader del partito,l’8 luglio 2015 il fondatore Lucke lascia il partito dal momento che non condivide i toni populisti del nuovo segretario secondo lui troppo vicini al movimento anti islamico Pegida. Il 19 luglio Lucke fonderà il partito Alternativa per il Progresso e il Rinnovamento assieme a 5 europarlamentari dell’AfD.

Nelle elezioni regionali del 2016 AfD ottiene un ottimo risultato in termini elettorali: nel Land del Baden-Württemberg AfD diventa il terzo partito ottenendo il 15,1% dei consensi, nel Land della Renania-Palatinato ottiene l’12,6% mentre nella Sassonia-Anhalt si colloca al secondo posto ottenendo il 24,2% dei suffragi.

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Ideologia

L’AfD  si presenta come partito nazional conservatore , euroscettico e fortemente anti immigrazione in particolar modo contro gli immigrati islamici.

Immigrazione e Islam

 

Il partito si oppone alla costruzione di moschee dotate di minareti ,al richiamo alla preghiera da parte dei muezzim, al burqa , al niqab e comunque a ogni genere di velo integrale .L’AfD si oppone alla costruzione e alla gestione di Moschee da parte di soggetti poco affidabili dal punto di vista legale e da parte di stati islamici o donatori privati.

Coscrizione

Il partito vuole un ritorno alla leva per gli uomini dai 18 anni in su.

Euroscetticismo

Il programma europeo dell’AfD si può riassumere in 4 punti :

1 ” Nazione sovrana rispetto al superstato europeo ”

2   Sussidiarietà nei confronti del centralismo di Bruxelles

3  Cittadini contro le élite

4  Contribuenti tedeschi VS beneficiari stranieri

Politiche Familiari

L’AfD è fortemente a favore della Famiglia Tradizionale e si oppone alle teorie gender e in particolar modo contro la sessualizzazione dei bambini nelle scuole. L’AfD si oppone alle quote rosa.

Conclusioni

Il successo dell’AfD deriva da essenzialmente 3 fattori ;

1 La capacità di incanalare il dissenso delle classi medio-alte nei confronti della politica immigratoria di Angela Merkel.

2 L’essere un partito fortemente oppositore delle politiche UE .

3 La capacità di attrarre nazionalisti  moderati che in precedenza votavano NPD.

Il Movimento di Lapua

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di Franz Camillo Bertagnolli Ravazzi

Il Movimento di Lapua fu un movimento ultra nazionalista e anticomunista finlandese fondato nella cittadina di Lapua e rinominato secondo la stessa.

Il movimento fu fondato nel 1929 e inizialmente era dominato da nazionalisti finlandesi anticomunisti i quali enfatizzavano il lascito dell’attivismo nazionalista, le Guardie Bianche finlandesi e la guerra civile finlandese. Il movimento vedeva se stesso come il male necessario re instauratore di ciò che fu conquistato dopo la guerra civile finlandese appoggiando il Luteranesimo ,il nazionalismo e l’anticomunismo.

Molti politici e molti militari finlandesi furono inizialmente simpatizzanti del movimento di Lapua dato che l’anticomunismo era la norma delle classi politiche formate dopo la guerra civile finlandese. Tuttavia l’eccessivo uso della violenza da parte dei militanti di Lapua rese il movimento meno popolare dopo un paio di mesi.

Attivismo del Movimento di Lapua

Il movimento organizzò marce e riunioni nell’intera Finlandia. Il 16 giugno 1930, più di 3.000 uomini arrivarono a Oulu al fine di distruggere la stampa e l’ufficio del giornale comunista Pohjan Voima. Tuttavia, l’ultimo numero di Pohjan Voima era apparso il 14 giugno .Lo stesso giorno fu distrutta una stamperia comunista a Vaasa. Una dimostrazione di forza fu la cosiddetta Marcia Contadina fino a Helsinki . Più di 12.000 uomini arrivarono a Helsinki il 7 luglio 1930. Il governo cedette sotto pressione e i movimenti comunisti furono messi fuori legge. Incontri comunisti furono interrotti anche con la violenza. Un trattamento comune era  il cosiddetto muilutus che consisteva in un rapimento a cui seguiva il pestaggio,  successivamente la vittima veniva caricata su una macchina e portata al confine sovietico.

L’Epilogo

Nel febbraio 1932 una riunione socialdemocratica a Mäntsälä fu violentemente interrotta da attivisti armati Lapua. L’evento portò a un’escalation che culminò nella cosiddetto colpo di stato   Mäntsälä capitanata dall’ex capo di stato maggiore dell’esercito finlandese Wallenius . Nonostante gli appelli di Wallenius l’esercito finlandese e le Guardie Bianche rimasero in larga parte fedele al governo . Molti storici ritengono che il motivo principale del fallimento fu scarsa pianificazione:

la rivolta fu scatenata inizialmente da eventi locali e solo successivamente divenne nazionale. La ribellione finì a seguito di un intervento alla radio indirizzato ai ribelli del presidente Svinhufvud. Dopo un processo che vide l’incarcerazione di Wallenius e di altri 50 capi della rivolta il partito di Lapua fu messo fuorilegge.

Ideologia

Il partito era visceralmente anticomunista e anti sovietico(per non dire antirusso). Sosteneva le Guardie Bianche Finlandesi che combatterono nella guerra di indipendenza Finlandese durante la Rivoluzione russa e nella successiva guerra civile finlandese che vide i Bianchi Finlandesi trionfare sui comunisti finlandesi appoggiati dall’Armata Rossa. Il partito era ultra nazionalista e supportava tra l’altro l’irredentismo finlandese mirato alla realizzazione della Grande Finlandia. Il partito supportava l’organizzazione dei Fennomanni(sostenitori della lingua finlandese) contro gli Svecomanni (sostenitori dell’uso della lingua svedese ).

Eredità

L’ideologia di Lapua fu ripresa dal Partito Popolare Patriottico Finlandese che sopravvisse fino alla sua messa al bando dopo la resa della Finlandia all’Urss a seguito della Seconda Guerra Mondiale.

 

La necessità della lotta di classe in America Latina

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di Andrea Virga http://andreavirga.blogspot.it/

Articolo scritto per Azione Culturale e pubblicato il 16 maggio 2016.

Nel corso dell’ultimo anno, abbiamo assistito a una vera e propria offensiva controrivoluzionaria in tutta l’America Latina. In quattro Paesi cruciali del Sudamerica: Argentina, Venezuela, Perù, Brasile, la destra filoamericana e liberale ha inflitto gravi sconfitte alla sinistra nazionalista e social-riformista, con l’appoggio degli Stati Uniti e dei media internazionali.

Il 22 novembre 2015, il candidato repubblicano Mauricio Macri ha vinto le elezioni presidenziali contro il giustizialista Daniel Scioli, erede dei Kirchner. Il 6 dicembre, l’opposizione venezuelana ha ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi (109 a 55) nell’Assemblea Nazionale.

Il 10 aprile 2016, le elezioni generali peruviane si sono svolte senza la partecipazione dell’uscente Partito Nazionalista e hanno visto andare al ballottaggio due candidati di centrodestra: l’economista neoliberista Pedro Pablo Kuczynski, già ministro in precedenti governi liberali, e la conservatrice Keiko Fujimori, figlia ed erede dell’ex-Presidente d’origine giapponese Alberto Fujimori, condannato per corruzione e crimini contro l’umanità.

Infine, il 12 maggio, la Presidente brasiliana Dilma Rousseff (Partito dei Lavoratori) è stata deposta attraverso un processo parlamentare di messa in stato d’accusa, in quanto “non poteva non essere al corrente” circa i casi di corruzione emersi nel suo partito e nell’azienda petrolifera statale Petrobras, nel corso della maxi-indagine Lava Jato. L’opposizione, appoggiata da manifestazioni popolari e dai principali media privati, come la rete d’informazione Globo, ha vinto grazie alla rottura con il governo del centrista Partito del Movimento Democratico Brasiliano (PMDB), i cui membri di rilievo, ossia il Presidente della Camera Eduardo Cunha, coinvolto a sua volta in Lava Jato, e il Vicepresidente Michel Temer, hanno giocato un ruolo cruciale nel rovesciamento della Presidente regolarmente eletta.

Temer, libanese maronita vicino alle sette evangeliche, accusato di satanismo, sotto indagine per corruzione, ex-informatore dei servizi statunitensi nonché massone e sionista, in quanto nuovo Presidente in carica, ha formato un nuovo esecutivo, molto rappresentativo della società brasiliana, rigorosamente formato da maschi bianchi, ricchi, di mezza età, con indagini per corruzione in corso. Menzione d’onore per il pastore pentecostale Marcos Pereira allo Sviluppo Industria e Commercio, per Blairo Maggi, il più grande produttore di soia al mondo, all’Agricoltura, e per il Ministro degli Esteri José Serra, che fino a qualche anno fa ignorava che il nome ufficiale del Paese fosse cambiato nel 1967. Del resto, è normale che un vampiro [come è stato definito Temer] abbia qualche problema a ricordarsi che il tempo passa.

Giova inoltre ricordare che, nonostante le campagne elettorali abbiano fatto leva sugli errori e i limiti dei governi di sinistra, che stanno soffrendo le conseguenze della crisi globale e, nel caso venezuelano, del basso costo del petrolio, ad un anno di distanza non si vedono miglioramenti concreti. In Argentina, dopo la decisione di Macri di ripagare i “fondi avvoltoio” agli speculatori, l’inflazione galoppa più di prima. In Venezuela, nonostante la vittoria parlamentare, prosegue la guerra economica contro il governo, con la serrata delle fabbriche.

I cattolici conservatori saranno in compenso contenti di sapere che il Parlamento della Colombia, nettamente di destra, ha avallato il “matrimonio” omosessuale (28 aprile 2016) e che la governatrice repubblicana di Buenos Aires pensa alla legalizzazione dell’aborto. Ma, evidentemente, per questi farisei, fermare il “komunismo” è più importante che difendere la famiglia e la vita.

Cosa c’insegnano queste vicende? Che in America Latina un governo popolare che voglia, non dico costruire il socialismo, ma varare delle riforme sociali, non potrà che scontrarsi contro un blocco d’opposizione borghese, che, anche in minoranza di voti, gode comunque di risorse economiche, potere mediatico e appoggio internazionale superiori.

Può non essere immediato da capire per un europeo, ma in America Latina vige una divisione in classi molto più rigida rispetto alla nostra, con un classismo ripugnante (non privo di una base razzista) nutrito dall’élite verso il popolo. Noi siamo abituati agli Stati europei occidentali, caratterizzati da un capitalismo autoctono e una forte borghesia nazionale, dotata di spirito imprenditoriale e vocazione indipendentista (anche se in Italia non è più così). Là invece si tratta di Stati dipendenti, caratterizzati da un’economia neocoloniale, con una borghesia “compradora” che non innova né investe, ma campa di parassitismo, estraendo e vendendo prodotti agricoli e materie prime alle multinazionali occidentali, per poi accumulare le proprie ricchezze all’estero.

In questo contesto, si è mostrato evidente che non è possibile una composizione pacifica del conflitto sociale. Le oligarchie latinoamericane non hanno alcuna intenzione di cooperare col governo al bene comune del Paese, ma vogliono solo difendere i propri privilegi e interessi. Non ci sono dunque “terze vie” che tengano: o si è antimondialisti, e si appoggiano quindi (anche criticamente, beninteso) le forze nazionaliste, populiste, socialiste, o si è, di fatto, complici dell’imperialismo statunitense e dell’alta borghesia.

Soprattutto, occorre che le forze progressive si mettano in testa che non è possibile ristabilire la giustizia sociale con le buone, ma è necessario utilizzare tutti i mezzi repressivi necessari ad annientare la resistenza liberale, inclusi lo stato d’eccezione, il carcere, l’esilio e l’esproprio dei beni. Sarebbe bastato mettere a confronto la sorte di Allende e di Castro per arrivare a questa conclusione. C’era l’illusione che i tempi fossero oggi diversi. Ebbene, sicuramente le forze reazionarie sono più deboli rispetto a quarant’anni fa. Oggi, è possibile arrivare al potere senza bisogno della lotta armata, ma poi bisogna mantenerlo, e l’unico linguaggio che comprendono è tuttora quello della forza, e l’imperativo quello di sempre: Patria o muerte!

Noi e l’Islam: meno Fallaci, più Filippani Ronconi

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Roma, 19 nov – Nel caotico ribollire di sentimenti suscitati dall’attentato di Parigi a qualcuno forse tornerà in mente il nome di Pio Filippani-Ronconi.

Lo ricordo a un convegno a Napoli, a palazzo Cellammare, mentre spaziava tra i simboli spirituali dell’India e dell’Europa. A un certo punto dovette dire una frase che suonò sgradevole all’orecchio – sensibilissimo – di un giovane guénoniano presente in sala. L’adepto della Tradizione Primordiale si alzò al momento del dibattito e disse: “Professore, ma come può negare quello che Guénon ci ha insegnato, e che cioè l’Islam è una grande Tradizione Regolare?”.

Filippani placò l’interlocutore con una lunga citazione in arabo. Era la

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islamcitazione di qualche Sura del Corano oppure un bellissimo insulto in lingua desertica? Non lo sapremo mai, ma fu molto chiaro quel che disse dopo: “Figliolo, io non ho detto che l’Islam non è una Tradizione Regolare, ho detto che l’Islam non può essere la via spirituale per il tipo umano europeo”.

La soluzione del problema è tutta qui: consapevolezza che l’Islam esiste, ha la sua specificità, i suoi valori, rivendica i suoi diritti storici e ha tutta la determinazione per voler ribaltare i torti storici che nello scorso secolo ha subito; ma nello stesso tempo orgoglio nel ribadire che esiste una tradizione europea che si snoda attraverso la civiltà greca e romana, passa attraverso il Medio Evo germanico, gotico e il suo sviluppo faustiano, si proietta adesso verso un’aurora di civiltà ad Oriente con l’emergere di un nuovo popolo, quello russo, ben saldo nella propria anima e riluttante nella “sottomissione” a qualsiasi punto cardinale.

Insomma esiste in Europa una storia in fieri, che non finisce qui. Filippani che venerava la Donna con la cortesia di un cavaliere medievale forse avrebbe percepito oggi come due moderne Erinni le contrapposte icone della Fallaci e della Boldrini. Odio di sé e odio dell’altro in opposto estremismo.

La sua venerazione sarebbe andata alla fanciulla Europa, amata da Zeus, che mal si concilia con l’Occidente dominato dalle oligarchie venali o con le

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filippanimoltitudini prostrate con la testa a terra e i piedi scalzi. All’Islam il professore dedicò saggi di spessore esoterico, raccolti in antologie come l’ Altro Islam, Gnosi ismaelita e regalità iranica.Nell’Islam “illuminato” Filippani ravvisava il perpetuarsi di una vena d’oro che discendeva dalla Persia indoeuropea, dalle antiche civiltà mesopotamiche. Ricordava che la setta dei Drusi credeva nella reincarnazione, nel pareggio karmico delle azioni e venerava la Divinità “nel cuore”, più che nell’adempimento pedissequo della Legge.

Oggi avrebbe visto di buon occhio le amazzoni Curde che combattono l’Isis o i soldati mussulmani della Siria che riportano la statua di Maria Vergine sulla montagna.

Alfonso Piscitelli
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