Attacco a una base USA in Giappone? La polizia trova 2 dispositivi di lancio e un proiettile nei pressi di Camp Zama

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La polizia giapponese sta indagando su quello che sembra essere un attacco a una base militare vicino a Tokio secondo quanto riporta AP.
Gli inquirenti hanno trovato due dispositivi di lancio e un proiettile non lontano dalla base secondo in seguito a notizie di esplosioni nelle vicinanze.
La polizia riferisce di due tubi di ferro fissati nel terreno e puntati in direzione della base militare USA di Zama trovati martedì a 800 metri a sud ovest della base. L’infrastruttura si trova vicino a un quartiere residenziale e a una scuola elementare.
I tubi sono stati trovati dopo che un residente locale ha raccontato alla polizia di aver sentito 3 esplosioni nell’area la mattina presto . A seguito dell’ “incidente” non ci sono stati danni o feriti riferisce la polizia.
Più tardi la polizia ha riferito di aver trovato un altro proiettile in un campo vicino riporta AP. Questo sembra essere stato sparato contro la base militare USA da uno dei lanciatori.
“Non ci sono stati rapporti di esplosioni vicino a Camp Zama e nessuna prova di esplosioni o impatti”,hanno dichiarato i funzionari della base secondo quanto riportato da Stars and Stripes .
I funzionari hanno inoltre detto che la l’esercito USA sta cooperando con le autorità locali nelle investigazioni ma hanno altresì aggiunto che simili azioni mettono in pericolo i cittadini giapponesi indifferentemente dalle loro intenzioni.
L’incidente è avvenuto in un momento particolarmente delicato in quanto il primo ministro giapponese Shinzo Abe si trova negli USA per una visita della durata di una settimana . I due 2 “alleati ” sono in procinto di firmare un trattato difensivo aggiornato le cui linee guida sono già state approvate dai rispettivi ministri degli esteri il 27 aprile.
Questo accordo permetterebbe al Giappone di allargare le proprie forze armate e di espandere le proprie capacità militari e avere il diritto di usare la forza nel caso gli interessi USA fossero attaccati riporta Forbes
Nel Giappone stesso sono in corso forti proteste contro la costruzione di una nuova base militare ad Okinawa. Domenica centinaia di persone hanno protestato a Tokio contro il piano del governo di trasferire la base aerea di Futenma nel distretto di Henoko.
I dimostranti esibivano striscioni con le scritte “No alla Guerra , no alla base a Henoko,” Il governo dovrebbe ascoltare l’opinione pubblica di Okinawa” e ” No alla costruzione di una nuova base a Henoko ” secondo quanto riferisce Xinhua News Agency.
L’articolo qui tradotto è di Russia Today del 28 aprile 2015.
L’attacco alla base americana di Camp Zama non è stato degnato di attenzioni da parte della stampa Europea ed Occidentale.
Il fatto che nel Giappone di oggi inizi a riaffiorare sempre più un sentimento nazionalpatriottico di matrice sempre più violentemente antiamericana più che anticinese o anticoreana è un fatto da non trascurare per lo scacchiere geopolitico in Asia.
I tentativi americani di aizzare il Giappone contro la Cina per via della disputa sulle Senkaku e contro la Russia per via delle Curili potrebbero sfuggire di mano agli statunitensi che si ritroverebbero primo bersaglio del nazionalismo giapponese volto a liberare la propria Patria dopo 70 anni di occupazione americana. I Giapponesi nel profondo del loro cuore non hanno mai dimenticato le bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki oltre ai tentativi di processare e presumibilmente di Giustiziare l’Imperatore Hirohito ( l’Imperatore è l’incarnazione dell’Anima Giapponese) e i piani alleati verso la fine della guerra di sterminare l’intero popolo giapponese.
Per ora gli americani stanno avendo un certo successo grazie al finto nazionalista Shinzo Abe che da servo fedele degli yankee sta trasformando il Giappone in un guardiano pesantemente armato degli interessi USA nell’area Asiatico Pacifica tuttavia è difficile pensare che i Giapponesi vogliano farne da carne da cannone per interessi altrui.

L’attacco di uno sconosciuto gruppo di Patrioti Giapponesi alla base americana di Camp Zama è un segnale da non sottovalutare.
Traduzione e commento di Franz Camillo Bertagnolli Ravazzi

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Il concetto di nazionalismo della Russia di Putin

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di Irina Osipova

Una volta Putin si è definito il più grande nazionalista in Russia.

Così è. Il concetto dell’essere nazionalisti e patrioti nel contesto attuale non può limitarsi al romanticismo dei simboli e slogan della storia del XX secolo. I tempi sono cambiati, la realtà è nuova. I concetti che erano alla base delle ideologie però non sono cambiati, anche se continuano ad essere sottovalutati di fronte alle apparenze.
Amare il proprio popolo e la nazione significa rendere onore a tutti i propri connazionali, sopratutto a coloro che hanno contribuito al bene dello stato nel corso della storia della propria Patria. Non si può ritagliare dalla storia gli eventi che non piacciono, possono solo essere accettati per ricevere dei giudizi a postum. Se prima le divisioni ideologiche coincidevano abbastanza nettamente con i confini degli stati, oggi gli ancoraggi ideologici sono trasversali, sovrastatali e internazionali. Gli ancoraggi ideologici gonfiati di odio dividono i popoli oggi più di quanto ne hanno uniti nel passato. Ci si è arrivati al punto che non solo le idee liberali, ma paradossalmente anche alcuni nazionalismi diventano pericolosi per il concetto dello spirito di unità nazionale. Spesso accade che negli stati democratici si crea una lotta bipartisan incentrata sull’odio reciproco che porta bene solamente ai meccanismi sovrastatali da sempre nemici degli stati solidi e uniti dallo spirito di appartenenza ad una Patria e una nazione.
Putin è riuscito a fare un’operazione con pochi precedenti nella storia. Non esprimendo rancori per il passato, ma riuscendo a dare alla storia giudizi incentrati sul buon senso ha costruito il mito della nuova Russia sulle sue glorie vittoriose andando oltre ogni limite ideologico del XX secolo. Nel sistema attuale e nei limiti del possibile ha conservato i pregi dei sistemi passati e ha scartato gli elementi nocivi. Si è oggi di fronte ad un popolo unito dall’orgoglio nazionale, del suo passato imperiale, dei successi militari e scientifici sovietici, dallo spirito di valori cristiani e dal rispetto verso le altre religioni e culture della grande Russia. Non c’è lotta ai monumenti storici, si porta rispetto ai sentimenti di tutti i cittadini “di tutti i colori”. Ed è proprio per questo che Putin può permettersi di definirsi il più grande nazionalista in Russia.